Ciuccio sì o no – Quali conseguenze sui primi dentini?

Ciuccio sì o no – Quali conseguenze sui primi dentini?

Dentinale


Per il neonato il ciuccio non è un semplice oggetto, ma ha un significato più profondo, infatti il succhiare è un’azione istintiva che il bimbo faceva già da quando era nella pancia della mamma.
Quindi per il piccolo è importante, ma spesso i neo-genitori si chiedono: ciuccio sì o no?

PERCHÉ SÌ
Il succhiare costituisce uno dei primi e più importanti momenti di apprendimento neuromuscolare e l’utilizzo del succhietto ha alcuni vantaggi, sia per il neonato che per i genitori:
riempie il vuoto che il piccolo prova quando non c’è la mamma o quando avverte un altro tipo di disagio;
– è un alleato per chi accudisce il bambino, che lo utilizza come rimedio per calmarlo. Però attenzione a non trasformare il ciuccio nel primo e unico rimedio per tranquillizzare il piccolo. Per prima cosa è importante capire il motivo del pianto e provare a placarlo in altro modo, ad esempio cullandolo o allattandolo. Questi rimedi richiedono più tempo ma potrebbero evitare che il bebè veda nel ciuccio l’unica soluzione a un qualsiasi disagio;
– il movimento della suzione aiuta l’armonico sviluppo della bocca;
– per alcuni bambini l’uso del ciuccio è una necessità che secondo gli psicologi denota una serie di stati d’animo che vanno dal piacere di sentirsi a proprio agio, al desiderio di attenzione, alla manifestazione di ansia.

Inoltre il neonato potrebbe sostituire il momento ciuccio con un’altra forma di consolazione, quella del dito in bocca, che porta con sé altre conseguenze: non avendo una forma anatomica a lungo andare potrebbe avere effetti negativi sul palato; il dito, essendo di continuo bagnato con la saliva, potrebbe facilmente irritarsi causando infezioni.

PERCHÉ NO
Ci sono però alcuni aspetti negativi legati all’abitudine del ciuccio:
– se il piccolo è allattato al seno nel primo mese di vita bisognerebbe limitarne l’uso. Infatti la modalità di suzione del ciuccio è diversa rispetto a quella del capezzolo: succhiare al seno costa fatica mentre succhiare il ciuccio costa poca energia; il bambino potrebbe dunque acquisire la cattiva abitudine di non fare lo sforzo, al momento della poppata, di tirare il latte dal seno. Comunque una volta che l’allattamento al seno è ben avviato non ci sono problemi di questo tipo;
– con il tempo quest’abitudine potrebbe trasformarsi in vizio, e il piccolo potrebbe non farne a meno.

QUALI CONSEGUENZE SUI PRIMI DENTINI
Un’altra importante questione riguarda le possibili conseguenze che il ciuccio ha sui primi dentini. Alcune ricerche hanno sottolineato che, fino ai 2-3 anni, quest’abitudine non interferisce con la formazione delle arcate dentarie. Ma un uso prolungato potrebbe creare problemi di malocclusione (fenomeno per cui i denti dell’arcata superiore non sono perfettamente allineati con quelli dell’arcata inferiore). Questa problematica è possibile ma non certa, un’abitudine sicuramente dannosa è, invece, quella di intingere il succhietto in sostanze dolci prima di metterlo in bocca, pratica che favorisce la formazione di carie, anche sui denti da latte.

QUANDO E COME TOGLIERE IL CIUCCIO
Il giusto momento per togliere il ciuccio varia da bimbo a bimbo. Una buona occasione potrebbe essere quando il piccolo comincia a bere dal bicchiere e a succhiare di meno. Per alcuni bambini questo periodo arriva intorno all’anno e mezzo, per altri invece bisogna aspettare fino ai 3 anni.
In ogni caso questa fase potrebbe non essere sempre semplice.
Se siete fortunati il bimbo inizierà a perdere interesse per il ciuccio, in questo caso è sufficiente non proporglielo più facendolo sparire piano piano. Altre volte invece occorre utilizzare mezzi un po’ più drastici, ad esempio farlo scomparire da un giorno all’altro o decidere di regalarlo a Babbo Natale.
È comunque fondamentale non colpevolizzare il bambino, questo potrebbe imbarazzarlo e aumentare la sua necessità di consolarsi succhiando il ciuccio o il dito.